Al via il Salone dell’editoria sociale

“Un luogo, fisico e simbolico, per mettere in comunicazione chi opera nel sociale e chi nell’editoria, per interrogarsi sugli strumenti più utili per comprendere il mondo in cui viviamo e provare a trasformarlo”. É così che Giulio Marcon ha presentato oggi alla stampa la quinta edizione del Salone dell’editoria sociale, che prevede 130 ospiti italiani e stranieri, 22 stand, 40 editori e organizzazioni del volontariato e del terzo settore, più di 40 incontri tra tavole rotonde, dibattiti, presentazioni di libri, musica e video. La cornice tematica, ha spiegato Marcon, è dedicata a “La grande mutazione”, “con cui intendiamo gli esiti del trentennio di politiche neoliberiste che hanno modificato i sistemi produttivi e il modo stesso in cui intendiamo il rapporto tra politica ed economia”. Un rapporto che “deve essere modificato, affinché si torni a mettere al centro la responsabilità, le pratiche centrate sulla persona”, ha spiegato Nicoletta Dentico, intervenuta in rappresentanza di Banca popolare etica, tra i sostenitori del Salone dell’editoria sociale insieme alla Regione Lazio, alla Camera di Commercio di Roma, alla Fondazione Unipolis, alle Banche del credito cooperativo. Il Salone dell’editoria sociale verrà inaugurato giovedì 31 ottobre, alle 12, alla presenza di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio.


INTRODUZIONE

La V edizione del Salone dell’Editoria Sociale ha per titolo “la grande mutazione”. Quella prodotta non solo dai sei anni di crisi economica che ha colpito il mondo dalla fine del 2007, ma da un trentennio di politiche neoliberiste che hanno cambiato la politica, la società, i modelli produttivi, i consumi, i comportamenti e persino l’antropologia di una parte consistente del nostro pianeta.

La “grande mutazione” dell’ultimo trentennio evoca quella “grande trasformazione” che ha raccontato Polanyi nell’omonimo libro descrivendo il passaggio – tra il XVI e il XVII secolo – da una società che incorpora l’economia a un mercato che ingloba la società. Un passaggio analogo è quello della “grande mutazione” che investe gli ultimi decenni e riguarda la trasformazione del paesaggio umano e ambientale di una società asservita al consumo e al cinismo del mercato e dell’interesse privato. E che vede mutare i cittadini in consumatori, l’economia in un grande casinò o centro commerciale, la politica in una ancella degli interessi di finanzieri e speculatori, la cultura in un inutile rito consolatorio.

Ecco perché con questa edizione vogliamo ricordare che la crisi globale che stiamo attraversando non è contingente, né legata solamente al declino dei sistemi produttivi o di uno specifico modello economico. È anche una crisi sociale, ecologica, culturale, antropologica, etica e politica che per essere affrontata ha bisogno di qualcosa di più e di diverso di aggiustamenti o modeste riforme. Ha bisogno di una rivoluzione del modo di pensare, di comportarsi: di rimettere al centro la dimensione etica, dell’esempio, del “ben fare” e di un paradigma differente del rapporto tra economia e politica, ecologia e tecnica, società e individuo. Le decine di incontri, presentazioni di libri e tavole rotonde dell’edizione di quest’anno ci ricordano l’esigenza e l’urgenza di un cambiamento radicale dell’ordine esistente.

Giulio Marcon e Goffredo Fofi